Benessere e salute del cavallo dopo il confinamento: confinamento e disagio, ovvero come si instaura una catena di lesioni?

giovedì 9 luglio 2020

Con lo sviluppo dell’osteopatia nel mondo equino, un concetto si è diffuso fino a diventare molto di moda:la “compensazione”. Si tratta di un termine ormai familiare che permette al cavaliere di spiegarsi ciò che sembra logico (o meno…) riguardo al difetto di locomozione del proprio cavallo. A ragione, questo termine viene utilizzato per spiegare le conseguenze dinamiche e/o posturali di una catena lesionale nel cavallo. Tale catena si manifesta con limitazioni di mobilità a diversi livelli. Queste conseguenze possono portare a lesioni cosiddette secondarie: il più delle volte, si tratta di fissazioni muscolari o articolari, più o meno distanti dalla lesione primaria.

La lesione primaria può essere di origine traumatica, osteoarticolare, tendino-muscolare, fasciale, viscerale o persino sistemica (ad esempio, di natura nervosa o endocrina). Il ruolo dell’esperto è quello di non trascurare alcun aspetto nella sua diagnosi. Risalire la catena lesionale può rivelarsi un esercizio complesso che richiede l’integrazione multifattoriale di dati anatomici, biodinamici e fisiologici. Si tratta di considerare il cavallo nella sua totalità e come un insieme di sistemi che interagiscono, si bilanciano e si COMPENSANO costantemente. L’obiettivo è mantenere quello stato instabile e così fragile che chiamiamo omeostasi.

A seguito del lockdown, la storia di Puccini ci permette di seguire una classica e frequente catena di lesioni che illustra questo concetto senza troppe complicazioni.

1. Introduzione: svolgimento delle consultazioni 

Il seguente articolo è stato redatto dalla dottoressa Eva Jonville, veterinaria. Per comprenderne meglio il significato, nel paragrafo sottostante illustra lo svolgimento delle sue visite: 

“L’agopuntura fa parte del mio approccio primario e occupa un posto centrale nelle mie visite, basate sulla medicina tradizionale cinese. Ricorro all’osteopatia o alla medicina manuale, in modo sinergico e complementare, per eliminare le tensioni strutturali di tipo muscolo-scheletrico quando necessario.

Infine, a seconda dei disturbi riscontrati, dopo una seduta di induzione con gli aghi da agopuntura, posso proporre l’avvio di un trattamento basato sulla farmacopea cinese. Ciò consente di prolungare nel tempo gli effetti degli aghi, evitando così visite troppo ravvicinate. 

Ma Niu I Fang, anno 1399

La diagnosi viene quindi effettuata e perfezionata attraverso una prospettiva a tre sfaccettature:

  • veterinaria tradizionale,
  • tradizionale cinese,
  • osteopatica (strutturale, fasciale, neuro-vascolare, cranio-sacrale…)

L'uso combinato di tutte queste tecniche ne potenzia reciprocamente l'efficacia, garantendo i massimi risultati. L'obiettivo è offrire ai cavalli una medicina integrativa.

Detto questo, non esiste una consulenza standard. Ogni cavallo mi guida verso le proprie esigenze, alle quali mi attengo per non compromettere né l’equilibrio né la dinamica esistente. Si tratta di essere concisi e precisi nella scelta delle informazioni fornite all’organismo e delle tecniche utilizzate.

«La scelta del metodo di trattamento si basa quindi su una diagnosi personalizzata e accurata, su una conoscenza approfondita delle tecniche terapeutiche, il tutto coronato da un ’esperienza costantemente alimentata e arricchita.»

2. Motivo della visita post-lockdown: un cavallo con “nodi alle zampe anteriori” 

Puccini è un Selle Français di 9 anni, sauro con tre belle strisce bianche: due anteriori e una posteriore. È stato allenato regolarmente fino all’inizio del lockdown: è un cavallo da concorso completo. Successivamente , ha trascorso 6 settimane al pascolo e facendo sessioni di lavoro alla longe in un maneggio in sabbia. Il suo proprietario non ha potuto fargli visita dal 16 marzo al1° maggio. Da quando ha ripreso l’allenamento, Puccini non zoppica né presenta andature irregolari, ma sembra che il movimento della spalla sia meno sciolto, soprattutto a destra. Al salto, non supera più il garrese con la stessa facilità. La palpazione rivela un garrese poco mobile e zone di tensione nel tricipite brachiale, su entrambi i lati.

Osservando i suoi zoccoli, si nota che la parete proprio sopra i ferri presenta delle scheggiature e che gli zoccoli sono tagliati piuttosto corti. Non si riscontra alcuna sensibilità anomala né calore a livello degli zoccoli, né polso digitale né congestione. Tuttavia, i suoi zoccoli bianchi risultano più sensibili al test della pinza rispetto a quello pigmentato. Il proprietario conferma che Puccini è più titubante sui terreni sassosi. Inoltre, durante il periodo delle gare viene ferrato con placche. L’esame palpatorio in agopuntura rivela blocchi pressoché simmetrici sui tre meridiani laterali dell’arto anteriore (Intestino Grosso, Triplo Riscaldatore soprattutto a destra e Intestino Sottile su entrambi i lati). La diagnosi osteopatica è una fissazione della quarta e quinta vertebra toracica (garrese) e della spalla destra.

3. Da cosa deriva questa riduzione della mobilità del garrese e delle spalle?

I piedi.

Puccini, come tutti i cavalli della scuderia, è stato disferrato per essere portato al pascolo all’inizio del lockdown. Poi è stato ferrato nuovamente a fine aprile in vista della ripresa delle attività. Durante le settimane in cui è rimasto senza ferri, il terreno era asciutto. I suoi zoccoli bianchi, fragili e tendenti a spezzarsi, non lasciavano più molto corno al maniscalco per l’ultima ferratura.

È possibile che Puccini abbia sofferto per aver camminato a piedi nudi per diverse settimane e forse anche per una ferratura un po’ stretta nei primi giorni. Quando il suo proprietario è tornato all’inizio di maggio, Puccini non aveva più dolore ai piedi. Tuttavia, il disagio provocato ai piedi ha generato tensioni muscolari sufficienti a fissare un paio di vertebre toraciche e una spalla.

la catena di lesioni causata dal confinamento può avere origine dagli zoccoli

4. Quali soluzioni si possono adottare quando si instaura una catena di lesioni?

Gli aghiper l’agopuntura e la manipolazione osteopatica hanno permesso di ripristinare la normale deambulazione di Puccini. Il proprietario ora si preoccupa di fare regolarmente degli esercizi di stretching alle spalle del cavallo, in attesa della prossima ferratura, quando gli farà applicare delle placche.

Per eseguire questo allungamento della spalla, occorre posizionarsi di fronte alla parte anteriore che si intende mobilizzare. Lo sguardo è molto importante e deve essere rivolto verso la parte posteriore del cavallo. Successivamente, occorre afferrare lo zoccolo e tendere la gamba in estensione. È necessario prestare attenzione a rimanere paralleli all’asse longitudinale del cavallo senza sollevare eccessivamente lo zoccolo da terra. La spalla deve abbassarsi con un movimento craniale. Questo movimento può essere eseguito prima dell’allenamento come esercizio di scioglimento. Consente così di liberare la scapola dalla zona posteriore della sella e di posizionarla “al suo posto” dietro il garrese. È utile anche dopo l’allenamento, per alleviare le tensioni nel tricipite brachiale. 

Lo stiramento della spalla: prevenire le lesioni da stiramento nel cavallo.
Lo stretching della spalla

Un cavallo che soffre di un fastidio permanente o intermittente ma regolare in uno o entrambi gli arti anteriori finirà, a causa delle posture e dell’andatura antalgiche, per sviluppare forti tensioni muscolari. Queste, a loro volta, provocheranno, come nel caso di Puccini, fissazioni osteopatiche che richiedono un intervento esterno. 

La Seaver può aiutare il cavaliere a valutare oggettivamente una riduzione della mobilità delle spalle del cavallo nello svolgimento dello stesso tipo di lavoro e nelle stesse condizioni di terreno. Un cavallo con le spalle “bloccate” avrà più difficoltà a sviluppare il movimento degli anteriori e a sollevare il garrese, riducendo così il rimbalzo e l’ampiezza del suo movimento verticale.

Lo strumento sviluppato da Seaver consente di confrontare il rimbalzo nel corso delle sessioni e di analizzare la simmetria del trotto. Ciò può rivelare, se non è ottimale e in evoluzione, un difetto di mobilità del cavallo. Detto questo, occorre tenere presente che il rimbalzo può variare a seconda del tipo di lavoro (in un'andatura rotonda e bassa, i valori di rimbalzo saranno diversi da quelli di un lavoro raccolto) e a seconda del terreno (un terreno profondo comporta un rimbalzo debole, mentre un terreno morbido o duro comporta un rimbalzo più marcato). Questa oggettivazione di un difetto di locomozione, effettuata confrontando i dati Seaver su diverse sessioni nelle stesse condizioni, permette di...Cialis per anticipare il punto di “rottura”. In altre parole, per evitare il momento in cui il tessuto sottoposto a sollecitazioni eccessive crolla ed entra nella fase clinica, manifestata da una zoppia.