martedì 5 dicembre 2017
L’inverno si avvicina a grandi passi e fa già piuttosto freddo… I cavalli iniziano a ricoprirsi del loro pelo invernale, e i cavalieri a porsi delle domande. Tra queste: quale coperta mettere al proprio cavallo? State tranquilli, questo articolo vi fornirà le risposte di cui avete bisogno.

In inverno, il manto del cavallo è più folto, più lungoe più impermeabile per creare uno strato isolante termico. In questo modo si protegge dal freddo, dal vento e dalla pioggia. In natura, il cavallo è stato «progettato» per non soffrire il freddo e non aver bisogno di una coperta. Un cavallo che vive all’aperto, che non lavora regolarmente e che dispone di un buon riparo nel proprio prato può trascorrere l’inverno « nudo ». Vivendo all’aperto, il cavallo si è progressivamente adattato alla temperatura e ha sviluppato un manto adeguato.
“A titolo indicativo, la temperatura critica inferiore – al di sotto della quale è necessario aiutare il cavallo a combattere il freddo (apporto energetico supplementare, protezione, riparo) – è variabile: da –15 °C per gli adulti a 22 °C per i neonati, passando per 0 °C per i puledri.” – Dott. I. Mennecier (1)

Un cavallo (non tosato) che vive in box sarà più sensibile ai sbalzi di temperatura rispetto a un cavallo al pascolo. Ad esempio, avrà bisogno di una coperta leggera durante la notte. La temperatura è ovviamente importante: un cavallo non tosato non avrà necessariamente bisogno di essere coperto a 5 °C. Avrà invece bisogno di una coperta calda a -12 °C. Bisogna inoltre valutare ogni cavallo caso per caso. Alcune razze sono più resistenti di altre. Inoltre, non tutti i cavalli producono lo stesso spessore di pelo. Non hanno quindi la stessa resistenza al freddo.
In alcuni casi, per un vecchio cavallo o in cattive condizioni di salute in particolare, sarà necessario far accoppiare il cavallo. È possibile limitare lo sviluppo del pelo invernale del cavallo e quindi ridurre la sudorazione durante l’allenamento mettendogli molto presto una coperta abbastanza sottile da «contrastare» il suo metabolismo naturale. Il manto rimarrà piuttosto sottile e il cavallo sarà più facile da asciugare dopo il lavoro. Infine, molti cavalli vengono tosati in invernoe devono quindi essere coperti obbligatoriamente.
I cavalli che lavorano regolarmente, per evitare che sudino troppo, vengono generalmente tosati in autunno. Infatti, un aumento della sudorazione comporta maggiore affaticamento per il cavallo, una perdita di elettrolitie un rischio di raffreddamento dopo la sessione a causa della durata dell’asciugatura.
È importanteadattare la falciatura all’ contesto di vita, stato di salutee livello di attività del cavallo. Esistono infatti diversi tipi di tosatura. La più leggera, per i cavalli che lavorano poco, consiste nel tosare le parti del cavallo che sudano per prime, come il petto e la parte inferiore del collo. Inoltre, per evitare il sudore e prevenire lesioni nel punto in cui passa la cinghia, si può tosare anche sotto il ventre del cavallo (tosatura “a grembiule”).

Le altre tosature sono pensate piuttosto per i cavalli tenuti in box che vengono allenati con maggiore regolarità. Si tratta più o meno di tosare loro il collo, il ventre, le cosce e gli arti (tosature di linea e a mantello) fino alla tosatura semi-completa (tosatura da caccia), che lascia una zona di pelo a forma di sella sul dorso, per i cavalli sottoposti a un lavoro più intenso, e persino completa, per i cavalli da competizione. In generale, si consiglia di non tosare il garrese del cavallo, che è una zona sensibile. Per questi tipi di tosatura, il cavallo dovrà essere coperto con un copri-reni durante l’allenamento (almeno all’inizio della sessione) e indossare una coperta più o meno pesante nel box, per evitare che prenda freddo.
“Un cavallo tosato non avrà la stessa temperatura critica minima (che sarà quindi più vicina ai 5 °C) e dovrà assolutamente indossare una coperta per uscire all’aperto.” – Dott. I. Mennecier (1)
La resistenza (denari), protezione termica (grammatura), composizione, qualità e impermeabilità di una coperta sono elementi da tenere in considerazione. Esistono diversi tipi di materiali per le coperte: coperte “traspiranti” in poliestere, polipropilene o nylon e coperte più calde in fibre sintetiche.

La coperta da scuderia può essere utilizzata in inverno da un cavallo che vive in box, mentre la coperta da esterno viene invece utilizzata per i cavalli al pascolo. In inverno si utilizzano anche copri-reni durante le sessioni di lavoro. Il calore della coperta è espresso in grammatura (da 100 g a 400 g); un peso elevato corrisponde a una coperta più calda. Ciò consente diadattare la coperta al cavallo ; una grammatura pari a zero per proteggere un cavallo non tosato dalle intemperie e una grammatura più elevata per proteggere completamente dal freddo un cavallo anziano o un cavallo tosato.
Un cavallo non tosato non avrà in genere bisogno di coperte con un peso superiore a 200 g. Il cavallo tosato, invece, avrà bisogno di diverse coperte, da adattare a seconda della temperatura.
È importante che i cavalli al pascolo dispongano di un riparo salubre e pulito per proteggerli. Un buon strato di paglia permetterà loro di sdraiarsi comodamente e di stare al caldo. È possibile creare un ulteriore isolante lasciando un sottile strato di letame sul pavimento e sotto lo strato di paglia. Occorrerà prestare particolare attenzione ai membri del personalel, poiché il fango può causare scabbia da fango e delle screpolature : da trattare al più presto per una guarigione più facile e rapida.
I cavalli che stanno in box, anche se godono della protezione aggiuntiva del box o della scuderia, non vanno trascurati in inverno. Quando le notti saranno molto fredde, avranno bisogno di un’altra coperta, e bisognerà fare attenzione a chiudere bene le porte delle scuderie e/o delle persiane dei box per evitare che prendano freddo.

In inverno, la alimentazione del cavallo è un aspetto importante da tenere in considerazione. Nonostante il freddo, il cavallo ha sempre bisogno di bere molto. È necessario assicurarsi che abbia acqua a disposizione e, soprattutto, che non sia ghiacciata (sia per i cavalli al pascolo che in box). Mettere un pezzo di legno nell’abbeveratoio non è sempre sufficiente per impedire il congelamento; una soluzione per evitare di dover rompere il ghiaccio e sostituire l’acqua mattina e sera può essere quella di investire in un abbeveratoio da scuderia o da esterno “antigelo”.
che, come noi, dovranno impiegare più energia per riscaldarsi. Alcuni cavalli avranno inoltre bisogno di integratori. Inoltre, è importante che il cavallo disponga di una buona quantità di fieno (a volontà, se possibile), e ancora di più in inverno.
Infine, al lavoro, è importante dedicare il tempo necessario al riscaldamento del cavallo, facendolo portando a passo per almeno 10 minuti prima di iniziare la sessione, per dargli il tempo di riscaldarsi e di “entrare in ritmo”. Sessioni poco intense con tempi di recupero saranno da privilegiare per evitare che il cavallo sudi troppo. Dopo la sessione, sarà necessario farlo asciugarlo, utilizzando in particolare una coperta assorbente, in modo che non prenda freddo.
Non esitate inoltre a consultare il nostro articolo su: Come allenare al meglio il proprio cavallo in inverno?
A presto con un nuovo articolo,
Il team Seaver😘